sabato 1 febbraio 2020

Andrea della Signorina Lark

I convinti animalisti, compresa me, sostengono che vestire i cani, fargli il pedicure, o farlo sedere u una sedia ad un tavolo sia crudeltà verso gli animali, così come lo è tagliargli le orecchie e la coda.
E sicuramente Pamela Lyndon Travers, autrice del famoso libro "Mary Poppins" era della stessa opinione.
Come faccio a esserne sicura? Basta leggere il capitolo "Andrea della Signorina Lark", dedicato ad cagnolino della vicina dei fratelli Banks, i bambini affidati alle cure di Mary.
Il cagnolino si chiama Andrea, ed è molto triste perché non può mai oltrepassare il giardino della sua padrona, non può abbaiare gli altri cani a meno di non farsi rimproverare, ed è schiavo dei "trattamenti di bellezza" a cui la Signorina Lark lo costringe.
Un giorno però Mary Poppins, la tata magica tanto dolce quanto autorevole, lo fa scappare oltre il cancello, proprio davanti ai bambini, per permettergli di fare amicizia con un cane di strada peloso e disordinato; e quando la padrona lo va a cercare, Andrea rifiuta categoricamente di tornare, a meno che lei non soddisfi delle sue condizioni.
Primo: che faccia adotti il cane randagio, gli metta il nome "Benvenuto", e gli dia per letto un cuscino esattamente come il suo. Secondo: niente più pedicure e parrucchiere.
Sarà la stessa Mary a fare da interprete al cane, conoscendo lei la lingua di tutti gli animali.
Andrea non è altro che un cane che vorrebbe "fare il cane", ma non può per colpa di una padrona snob. E la sua ribellione è una sorta di esortazione all'indipendenza e a far valere le proprie opinioni.
Anche i cani, inoltre, hanno diverse estrazioni sociali. Infatti la differenza che passa tra Andrea e il cane "Benvenuto" è più che evidente, l'uno ricco e l'altro povero; ciononostante vorrebbero avvicinarsi ed essere amici, cosa relativamente poco comune tra gli esseri umani. Anche questo potrebbe essere considerata una lezione per i bambini: il rispetto sia per le esigenze degli animali, che per le diverse estrazioni sociali.



sabato 21 dicembre 2019

La fiducia

Non serve cadere
nelle braccia di uno
per mostrare fiducia,
in braccio a uno
basta dormire.

domenica 24 novembre 2019

Il sogno della macchina da cucire (Bianca Pitzorno)

Il Sogno della macchina da cucire è un romanzo di Bianca Pitzorno, che,solitamente scrittrice per ragazzi, questa volta si cimenta nel genere storico per grandi.
La protagonista, nonché voce narrante della vicenda è una sartina a ore, una figura femminile tipica dell'italia del XIX secolo, l'epoca in cui l'abbigliamenti, invece che su scala industriale, era confezionato e venduto a domicilio oppure in botteghe di sartoria. 
Si tratta di una donna giovane, rimasta sola al mondo dopo l'improvvisa morte di sua nonna, ma con in mano il mestiere del cucito insegnatole proprio da quest'ultima. Essa cerca di farsi strada nella società in cui vive riparando e cucendo vestiti su commissione, ma anche imparando da sé le tecniche del mestiere più avanzate.
Il tema della sartoria, visto dalla sartina più come una passione che come un lavoro, sarà ricorrente nella storia; infatti è proprio questa professione a permettere a lei, una ragazza di umili origini di poter interagire con famiglie abbienti, cosa che all'epoca ben pochi fra gli erano in grado di fare.
Inizialmente sarà solo spettatrice di molteplici storie riguardanti le vite dei suoi clienti, dalle quali lei ,seppur imparando cose importanti sulla vita, manterrà una certa distanza un po' per timore e un po' per professionalità. Ma poi, quando prenderà a carico una bambina, figlia di un'amica gravemente malata, e allo stesso tempo riceverà una proposta di matrimonio, rimarrà lei stessa coinvolta in un intrigo fra nobili irto di pregiudizi, ipocrisia e corruzione, in cui rischierà di perdere sia la libertà che la proprie dignità come donna.
Attraverso le storie di cui sarà testimone, la sartina - che per qualche strana ragione non rivelerà mai il suo nome - descriverà la società dell'epoca e la mentalità vigente sia nelle classi alte, che nei ceti più umili: le idee sulle divisioni sociali, le convenienze dei matrimoni, l'inclinazione al pettegolezzo fra i borghesi, le fantasie dei bambini, la solitudine di chi è in qualche modo diverso, e soprattutto la scarsa considerazione mostrata dagli uomini per le donne.
Infatti, le poche donne in gamba con cui la sartina avrà a che fare rimarranno loro stesse vittime di un sopruso per il sono fatto di non essere uomini. D'altra parte la sartina correrà il medesimo rischio ma non per il suo sesso, bensì per la sua bassa estrazione sociale, in ragione di tutte le idee sbagliate professate fra i nobili riguardo agli umili.
Altro tema ricorrente tra una storia e l'altra, saranno diverse riflessioni della sartina sull'indipendenza e sul reciproco aiuto, tutti valori insegnati proprio da sua nonna e su cui lei farà sempre affidamento ogniqualvolta dovrà prendere una decisione, sia nella sfera privata che nel lavoro.
Purtroppo però, dovrà presto fare i conti con una triste realtà, per la quale verrà sradicato un proverbio su cui aveva sempre contato: "male non fare, paura non avere".
In sostanza, come direbbe Alessandro Manzoni, non sarà lei a cercare i guai, saranno loro a cercare lei, e per uscirne, indipendentemente dal suo ingegno, sarà necessaria una buona dose di fortuna.


sabato 7 settembre 2019

Dall'animazione al live action in 3d

Negli ultimi anni ho notato che la Disney ha rilanciato tanti dei suoi vecchi film di animazione in versione live action con l'aggiunta degli effetti speciali in 3D. Hanno cominciato nel 2017 con La Bella e la Bestia, e hanno continuato fino a quest'anno, in cui ne hanno rilanciati addirittura tre - Dumbo, Aladdin e Il Re Leone. Ciononostante, seguendo su Facebook i commenti dei fan, risulta chiaro che quella che preferiscono resta pur sempre la versione animata. E a mio avviso hanno perfettamente ragione.
Nel 2018 hanno tentato di farsi notare con particolari sequel sui loro classici - vedasi il Ritorno al Bosco dei Cento Acri e Il ritorno di Mary Poppins -  ma neanche con quelli hanno trovato un riscontro positivo in fatto di critica.
Degno di nota potrebbe essere Ritorno al Bosco dei Cento Acri, se il l'intento dei produttori fosse stato quello di mostrare un film in stile favoletta come i vecchi film  di Winnie the Pooh; invece riguardo al Ritorno di Mary Poppins, la trama non eguaglia neanche la metà del classico film con Julie Andrews, soprattutto perché si sforza visibilmente di imitarla; oltretutto non somiglia minimamente al sequel immaginato e scritto da Pamela L. Travers, di cui l'unico esempio e la vecchia antiquaria impersonata dalla versatile Meryl Streep. Entrambi i sequel del 2018, seppur in modi diversi, ricalcano puntualmente il proverbio che i fatti dipendono dai punti di vista.
Nella versione live action di Aladdin la trama è sbrigativa, e i personaggi hanno una personalità completamente snaturata rispetto a quelli della versione del 1992. 
In Dumbo e nel Re Leone, nelle versioni classiche, gli animali compiono azioni stravaganti aiutati dalla più tradizionale animazione in 2D; nel live action, dato che il 3D ha lo scopo di renderli più realistici, realistico deve essere anche il loro atteggiamento. Nel Dumbo del 2019, non c'è un Timothy Q. Mouse che toglie il trucco dalla faccia di Dumbo con la spazzola, che fa saltare le elefantesse sulla sommità dei tendoni per lo spavento, o che abbraccia le bolle di champagne; e nel Re Leone del 2019 Timon e Pumba non ballano la Hola per distrarre le iene o fanno acrobazie con le liane. Questi erano alcuni degli elementi che più attiravano l'attenzione nelle scene di comicità nei film di animazione classici.
L'animazione 3D invece è come un inibitore per l'atteggiamento degli animali, che altrimenti sarebbero capaci di tutto con il tecnicolor.
La Disney si aggrappa ai suoi classici perché non sa più che cosa inventarsi, e usa come esca l'animazione in 3D e le facce di divi acclamati nel loro cast - vedasi la Streep, Emily Blunt, Danny DeVito, Will Smith, Ewan McGregor - ma non si rendono conto che così facendo suscitano la perplessità dei fan, dopo l'iniziale sorpresa di vedere personaggi più realistici e un'animazione tanto fantasiosa quanto verosimile.



domenica 26 maggio 2019

Abbasso Lifting e Botox

Gli attori quando sfondano sono giovani e belli, belli da mozzare il fiato, e i fan, come è prevedibile, li idealizzano in una certa immagine. Il problema è che tutti invecchiano, e la cosa vare pure per i divi; tuttavia la legge della natura mal si adatta alla loro immagine cristallizzata, che i loro produttori si ostinano a voler conservare. E per farlo ricorrono al collagine e alla tiratura della pelle, comunemente detti botox (botulino) e lifting, soprattutto le donne.
Il risultato si vede nelle foto fatte in diverse occasioni come le prime o le interviste, e personalmente trovo che faccia spavento.
Per spiegare feglio è opportuno ricorrere ad alcuni esempi.
Nicole Kidamn nel suo celebre Moulin Rouge era di una bellezza superba, valorizzata semplicemente dal trucco, dagli abiti e dalla sua abilità nel recitare; poi con l'avanzare dell'età - non so se per sua scelta o perchè costretta - è ricorsa al botulino per conservare queste sue prime apparenze che l'anno resa famosa. L'abilità di attrice è indubbiamente rimasta, ma quanto all'aspetto l'efetto ottenuto è pressoché l'opposto. Le guance le si sono gonfiate come quelle di un criceto, e quando sorride le si tira tutta la faccia. L'unica cosa su cui sebra non aver effettuato alcuna operazioneè il corpo, rimasto discretamente simile a quando eragioane, probabilmente tramite metodi più naturali.
Poi si pensi ad Angelina Jolie, che sia quando sorride che quando maniene un'espressione seria le si tira la faccia in una maniera impressionante dagli zigomi alla mascella. Per nulla somigliante alla bella e attiva Lara Croft del 2001, la Jolie ha rovinato la sua apparenza anzichè conservarla.
Inoltre certi studi mostrano alcune complicanze - non poche - degli effetti portati dall'operazione, che rischiano di portare come danni ai nervi o il cedimento cutaneo: in entrambi i casi il volto sarebbe irrimendiabilmente rovinato. Se ciò capitasse effettivamente, ho serie ragioni per dire che l'attore interessato dovrebbe ritirarsi definitivamente dalle scene.
Di contro al lifting e al botox, ci sono molti modi per valorizzarsi e mantenersi in forma che non richiedono l'uso di interventi chirurgici, come l'abbigliamento, il trucco o una dieta appropriata. Nella vita reale si vedono molte donne che hanno più anni di quelli che dimostrano, seppur non avendo fatto alcun tipo di operazione.
Anzichè conservare le apparenze, l'attore dovrebbe saper invecchiare, evolversi mantenedo alcune delle basi con cui si è creato. I fan lo ammirerebbero ugualmente, sia per quello che è stato sia per quelo che attualmente è.

venerdì 17 maggio 2019

Addio Miss Marple (Recensione)


Addio Miss Marple, o più propriamente Sleeping Murder, è un romanzo di Agatha Christie, pubblicato postumo alla sua morte, ma in realtà scritto molto prima. La protagonista è la celebre zitella Miss Marple, vecchietta in gamba capace di risolvere problemi molto complicati, fra cui la ricerca degli assassini della peggior specie.
Diversamente da molti altri libri della Christie, questa volta l'antefatto non consiste nell'avvenimento del delitto, ma nel suo improvviso ricordo da parte di una giovane donna di nome Gwenda, che in tenera età ne era stata testimone. Il nome Helen in modo del tutto inspiegabile le balenerà nella mente insieme all'immagine  di una donna strangolata, assistendo all'opera teatrale La duchessa di Amalfi.
Ma per fortuna ciò avviene proprio dopo aver conosciuto l'anziana investigatrice che, rassicurando Gwenda sulla sua salute mentale, classificherà tale reminescenza come Delitto retrospettivo, e prendendo a cuore l'incolumità della giovane, deciderà di unirsi a lei e a suo marito Giles per far luce sulla questione.
Come in altri libri aventi lei per protagonista, Miss Marple non entra subito in scena: é Gwenda Halliday Reed a essere presentata per prima, dato che sarà lei il promotore dell'indagine. Miss Marple come detective è sedentaria, fissa il più delle volte a Saint Mary's Mead, ma quì si sposterà a Dillmouth, cittadina inglese sul mare, i cui abitanti hanno la stessa tendenza al pettegolezzo del suo tranquillo villaggio. 
Non è un giallo a porte chiuse, poichè Miss Marple per ottenere le informazioni continuerà a spostarsi per tutta la città; solo in poche occasioni si troverà a Hillside, la casa dove anni prima era avvenuto il delitto. Si spostano di continuo anche Gwenda e suo marito Giles, emulando il metodo d'indagine dell'anziana signorina. Tale metodo è incentrato prevalentemente sulla conversazione - aparentemente casuale - con i membri del vicinato, volta in realtà a ottenere informazioni volatili, per poi ricomporle e formulare una teoria.
La prosa  è asciutta, priva di elementi aulici, il cui punto di vista oscilla fra Miss Marple e Gwenda, entrambe detective la cui differenzasono solo l'età e una maggiore esperienza della prima.
Grazie agli interrogatori mascherati da conversazioni svagate, Gwenda verrà a sapere che dietro il presunto delitto si nasconde un intrigo legato alla sua famiglia, che ha portato, oltre al presunto omicidio di Helen, anche alla morte del suo stesso padre, da lei mai conosciuto. Helen infatti si scopre essere la seconda moglie di Kelvin Halliday, padre di Gwenda, e quindi la matrigna di lei, scomparsa in circostanze misteriose.
Anche se tutti a Dillmouth sostengono che la donna sia fuggita con un amante, c'e qualcuno che nutre dei dubbi, soprattutto quelli che l'avevano conosciuta meglio di altri.
Ma quando il cadavere di Helen viene scoperto, e quindi l'omicidio reso indubbio agli occhi della polizia, l'indagine di Gwenda e Miss Marple si trasformerà in una corsa contro il tempo. Difatti il misterioso omicida - come correttamente intuito da Miss Marple - è deciso ad eliminare anche Gwenda, l'unica testimone del suo operato, e farla franca per la seconda volta.
Diversamente da altri libri su Miss Marple, come La morte nel villaggio o C'è un cadavere in biblioteca, l'indagine non è un passatempo, bensì deriva dalla volontà di una giovane donna di fare giustizia, e dall'apprensione della vecchia investigatrice per la prima. Gwenda è convinta che a Hillside, aleggi il male, residuo del delitto, e che Helen sia tornata nei suoi ricordi apposta per chiederle di trovare il colpevole ed eliminare questo male. Come una sorta voce venuta dall'aldilà in cerca di aiuto. Un morto con una disgrazia lasciata in sospeso.
Gwenda stessa, parlando a Miss Marple la renderà partecipe di queste sue idee, che l'anziana signorina, seppur preoccupata, elogerà profondamente. Chi è curioso sicuramente possiede un gran senso di giustizia, e questo fa onore in una donna ancora giovane come Gwenda, la cui impulsività si scontra con la prudenza di Miss Marple, come due generazioni messe a confronto.

martedì 26 marzo 2019

Il Natale di Poirot (Recensione)

Il Natale di Poirot è un romanzo giallo di Agatha Christie avente il personaggio ricorrente di Hercule Poirot, questa volta ambientato in Inghilterra durante le festività di Natale. Un giallo a porte chiuse, dove  un omicidio avviene tipicamente  all'interno di un ambiente chiuso ma molto spazioso, ad esempio una casa, e in cui i sospettati sono tutti gli individui che si trovavano in tale ambiente al momento del delitto.
Questa volta i protagonisti sono i membri di una famiglia benestante il cui patriarca, Simeon Lee, ormai anziano e di salute malferma, ha convocato i suoi figli nel suo villone vittoriano per festeggiare il Natale dopo essere stato separato da loro per molto tempo. L'unico rimasto con lui infatti era il figlio maggiore Alfred, assieme a sua moglie; gli altri avevano preso ognuno una strada diversa.
Oltre ai figli si presentano in casa Lee due personaggi tanto gentili e cortesi quanto misteriosi, il sudafricano Stephen Farr, e la spagnola Pilar Estravadoz. Entrambi per ragioni inspiegate arrivano in Inghilterra con l'intenzione di conoscere il vecchio, lasciando perplessi sia i suoi figli che la servitù.
Quando il loro padre viene misteriosamente ucciso e tutti gli ospiti della tenuta sono visti come indiziati dalla polizia, i quattro fratelli saranno costretti ad affrontare tutte le loro divergenze, che da molto tempo avevano soffocato.
Sarà l'inaspettato intervento di Poirot - per puro caso a Londra come ospite di un suo amico colonnello - a risolvere la situazione.
Come in altri libri della Christie, i personaggi vengono presentati singolarmente con sequenze narrative differenti, dove viene fornita una descrizione generica sulla loro vita e sulla loro personalità. E in questo caso i primi personaggi a essere presentati sono gli ospiti stranieri, Stephen e Pilar, che nella narrazione avranno il ruolo di spettatori all'interno di una famiglia a cui non appartengono, e per certi versi anche di critici.
Probabilmente Agatha Christie ha scelto come scenario il periodo di Natale perchè, in quanto festa comunemente trascorsa in famiglia, era il più adatto per analizzare i rapporti al suo interno.  Infatti, i quattro figli "legittimi" di Simeon Lee non vanno per nulla d'accordo, ognuno con una propria visione della vita e le proprie insoddisfazioni. Alfred, diligente e laborioso ma rassegnato ai voleri paterni; David, che al contrario del fratello prova un profondo odio per suo padre; George l'avaro parlamentare, e Harry lo scapestrato ottimista.
Per simili che siano tanto nell'aspetto quanto nei gesti, questi fratelli sono del tutto diversi nel carattere, e tra di loro manca quella reciproca comprensione che in una famiglia è indispensabile. Oltretutto i quattro figli hanno accettato di riunirsi in casa del padre non per amore, ma solo perchè attratti dal suo denaro, e anche questo, secondo la polizia, costituiva un potenziale movente per ucciderlo.
Sia Stephen Farr che Pilar Estravadoz, gli ospiti stranieri, considerano l'Inghilterra una società ipocrita che professa determinati valori per poi non seguirli, vivendo una vita grigia, e quello a cui assistono in casa Lee, l'omicidio, le discussioni e l'atteggiamento dei quattro fratelli sembra rafforzare questa loro idea; tuttavia covano la speranza che ci sia una soluzione, che la serenità familiare possa essere ritrovata in qualche modo.
Poirot, sebbene sia un estraneo, mentre indaga sull'assassinio di Simeon Lee studia attentamente la psicologia di ognuno e, ascoltando i loro discorsi, anche quella della vittima, che un tempo era stata una vecchia volpe del mondo degli affari in Sudafrica - paese natale di Stephen Farr - pieno di amanti pur essendo sposato, e probabilmente con molti figli illegittimi di cui ignorava l'esistenza. In questo libro il metodo di indagine adottato dall'investigatore belga lascia da parte l'interrogatorio, e al suo posto mette la conversazione. Perchè secondo Poirot, in casi come questo, per ottenere le informazioni non bisogna mettere sotto pressione gli interlocutori, o sospettati, bensì farli sentire a proprio agio, in modo che inavvertitamente si lascino sfuggire dettegli utili, che possono fungere da indizio.
Indagando, Poirot non solo scoprirà il colpevole dell'omicidio di Simeon Lee e il suo reale movente, ma esorterà i quattro fratelli ad accettarsi l'un l'altro senza badare ai soldi e alle differenze d'opinioni, perchè è a questo che il Natale dovrebbe servire.





La mia musica segreta (Jane Hawking)

La mia musica segreta è un romanzo di genere storico-drammatico scritto da Jane Wilde Hawking, ambientato in Inghilterra fra il secondo do...