venerdì 5 giugno 2020

La mia musica segreta (Jane Hawking)


La mia musica segreta è un romanzo di genere storico-drammatico scritto da Jane Wilde Hawking, ambientato in Inghilterra fra il secondo dopoguerra e la fine degli anni 50.
Ruth Platt è la protagonista, la cui storia inizia a svilupparsi verso i suoi cinque anni, al suo primo incontro con i propri nonni, propri alla fine della seconda guerra mondiale.
I nonni sono i primi che fanno scoprire il mondo alla piccola, suscitandole sogni e fantasie, e soprattutto facendole scoprire la musica.
È proprio la nonna, infatti, a mostrarle un antico pianoforte appartenuto alla giovane zia Evelyn, pianista di grande talento  venuta a mancare prematuramente durante la guerra. Provando un’immensa curiosità questa zia mai conosciuta e ascoltando i racconti della nonna su di lei, la bambina comincia a vederla come una fonte di ispirazione per la vita, e decide imparare a suonare il pianoforte.
Da lì in poi la musica diventerà la più grande gioia della sua vita, che la aiuterà a superare i momenti più difficili, sia a scuola che a casa, situata nella caotica città di Londra e luogo pieno di tristezza rispetto alla campagna in cui abitano i nonni. Infatti, Pur senza accorgersene, Ruth ha sempre sentito fin da piccola il peso di Shirley, sua madre, che, delusa e traumatizzata dalla recente guerra, è soggetta a crisi depressive e a sbalzi d’umore che rendono la vita domestica estremamente imprevedibile.
Oltretutto Shirley, pur non rivelandone il motivo, sembra provare un astio profondo per la musica, la quale pare essere la causa di gran parte delle sue crisi. Per questo motivo Ruth, decisa a non turbare la regolarità familiare, cerca in tutti i modi di nascondere la sua passione per il pianoforte, con l’aiuto della sua insegnante di scuola e di sua nonna, con le quali condivide un rapporto di assoluta complicità. 
Purtroppo però, anche quando sua madre sembra essere guarita e di nuovo tollerante verso la musica, Ruth non riesce a dirle la verità, per paura di provocarle involontariamente una ricaduta, e continua a mantenere il segreto.
Man mano che passa il tempo, Ruth diventa sempre più brava a suonare, e inizia a coltivare il sogno di diventare concertista come la defunta zia Evelyn, purtroppo però, insieme alla sua abilità per la musica cresce anche la preoccupazione per le condizioni della nonna, che dopo la morte del nonno è sempre meno autosufficiente e bisognosa di aiuto. Avendola sempre vista come un riferimento per scoprire il mondo, Ruth, ormai fattasi una teenager, inizierà a vedere la nonna come un bene prezioso e delicato da proteggere a tutti i costi. Tra una lezione di piano e l'altra Ruth farà di tutto per prendersi cura di lei, evitandole le fatiche e confortandola con la sua compagnia.
Il procedere della storia è scandito dall'evolversi dei suoi pensieri, impressioni e sensazioni, che da ingenui e felici si fanno man mano più profondi, seri e dubbiosi. In breve, si tratta un passaggio dall'infanzia all'adolescenza, che culmina con l’incontro di un ragazzino, il nipote dei vicini di sua nonna, con il quale condivide sia la passione per la musica che l’abilità nel suonare.
Saranno lui e sua nonna, insieme ad altri aiuti del tutto inaspettati, a darle la forza di vincere la sua paura e rivelare il suo segreto. 
La lettura del libro è facile e scorrevole, ma spesso e volentieri, nelle scene in cui Ruth si allena con in pianoforte, viene usato un linguaggio professionale inerente alla musica, come le parole “diteggiatura” e “fraseggio”, o ancora la descrizione formale degli spartiti che per un lettore inesperto potrebbe risultare difficile da comprendere. Un linguaggio così è tuttavia necessario per far entrare il lettore nel punto di vista della protagonista che, in quanto musicista, deve esprimere il suo carattere proprio sulla base della sua conoscenza e della sua passione.
Questo libro si può anche considerare un romanzo di formazione proprio per via della descrizione della crescita della protagonista, che fra un anno e l’altro impara non solo i fatti della vita, ma anche la pazienza e la perseveranza, e soprattutto ad accettare le persone con tutte le loro imperfezioni. 
Tra un anno e l’altro trova risposte a molte delle sue domande riguardo alla sua famiglia e alle sue radici, tuttavia il finale della storia lascia intendere che non sia ancora finita.
Infatti molti misteri della famiglia di Ruth, soprattutto riguardo alla madre, Shirley, e i vicini della nonna, i quali sembrano averle suscitato strani ricordi, rimangono irrisolti, lasciando intendere al lettore che ci sarà un seguito.

lunedì 20 aprile 2020

Sotto le stelle di Roma (Massimo Benenato)

Sotto le stelle di Roma è un romanzo di Massimo Benenato che oscilla tra il sentimentale e il filosofico, oltre che essere un'esplorazione sul vero senso della morale e della civiltà, nonché una profonda riflessione sulla ricerca della Felicità.
Come preannunciato dal titolo è ambientato a Roma, nei pressi del Lungo Tevere.
Eugenio è un musicista, e sua sorella Elvira un'attrice di talento in piena strada per il successo. Ai due fratelli si aggiunge Marcello, dentista omosessuale, nonché vicino e migliore amico di Eugenio, estremamente famoso per i suoi improvvisi sbalzi d'umore, che lo fanno oscillare dal felice ottimismo alla profonda malinconia quando meno ce lo si aspetta.
I tre vengono invitati ad un party di alta società allestito per pubblicizzare una Città Ecologica progettata per aiutare l'Ambiente. Durante il tragitto, i tre si imbattono in un incontro, che a sua volta ne darà luogo ad altri ancora più speciali. 
Si tratta di una famosa attrice italo-americana di nome Paola Dini, diretta anche lei al party, e che per un guasto alla macchina è rimasta a piedi. Quando Elvira le offre un passaggio nella sua vecchissima auto, da cui però rifiuta categoricamente di separarsi, la giovane vip li invita al suo tavolo dove fanno la conoscenza di gente tanto colta quanto interessante.
Tra queste spicca la figura di Ajna, donna indiana molto speciale e in grado di leggere l'"aura" delle persone, suo cugino Jiddu, e Philip, un buon amico di Paola. Tuttavia assieme agli incontri felici non possono che accompagnarsi quelli scomodi, nei quali viene introdotto il potenziale antagonista.
Si tratta di una giornalista scandalistica di nome Silvia Roma, famosa per aver rovinato la vita a molti vip, e che proprio in occasione del party di beneficenza si è scelta la sua prossima vittima, nientemeno che Paola.
Sia Elvira che Eugenio, partecipando a party, con Paola e i suoi amici, si vedranno catapultai in un intrigo che li porterà alla scoperta di sé. Elvira infatti è molto timorosa di ottenere il successo senza meritarlo, oltre che portarsi da anni un segreto che non ha rivelato nemmeno al fratello. Eugenio invece, pur essendo un musicista promettente e indipendente, ancora non sa cosa vuole dalla vita, e soprattutto vorrebbe trovare un modo per distinguersi dagli altri trovando uno stile di vita tutto suo.
Questa storia, oltretutto, tratta una grande varietà di temi sociologici di grande attualità, di cui un particolare esempio è una teoria sui comportamenti, nella quale si sostiene che le persone adottano un certo comportamento solo perché praticato da tutti gli altri.
Eugenio per abbreviare lo definisce "automatismo comportamentale che rende tutte le relazioni simili".
E per evitare ciò sarebbe molto importante osservarsi.
I base a questa teoria, si potrebbe dire che noi della società abbiamo sviluppato comportamenti così automatici ai quale siamo talmente assuefatti da non accorgerci nemmeno, e di questo passo quindi finirà che non sapremmo più nemmeno chi siamo. A questo si aggiunge un piccolo intermezzo in cui Eugenio aborrisce tutti coloro che mancano di senso civico, come coloro che non puliscono i bisogni dei loro animali sulla strada o che buttano la spazzatura per terra, altro tema di grande attualità e molto più facile da capire, a cui molto sarebbero pienamente d'accordo.
Altra cosa molto importante delineata nel punto cruciale della storia, la differenza tra l'orientamento sessuale e la perversione. Essere omosessuale come Marcello è perfettamente innocuo in confronto a certe pratiche a cui lui e Eugenio saranno costretti ad assistere per salvare Paola dalla minaccia di Silvia Roma, chiaramente presentate come pura perversione e sadismo.
Si tratta della "dominazione": legare una persona a un letto, o a una sedia, e torturarla per il piacere carnale di farlo. Un omosessuale non fa nulla di male, non ferisce e non umilia nessuno, non lega le persone ai letti, non le prende a frustate, e non le ferisce con le pinze.
Probabilmente si vuole sottolineare che prima di condannare qualcuno per il suo orientamento sessuale, dovremmo pensare che ci sono cose ben peggiori. Non vedere al di là del proprio naso quando invece si potrebbe vedere molto più lontano.
Il libro nel suo insieme è fruibile, tutta via non posso fare a meno di notare un piccola imperfezione.
Per i lettori che non conoscono la città di Roma sarebbe stato appropriato fornire una visione d'insieme della città, su cui nel corso della storia l'autore si limita a pochi accenni, concentrando principalmente l'attenzione sui rapporti interpersonali. Il titolo "Sotto le stelle di Roma" dovrebbe dare l'idea della città come sfondo più ampio della storia, quindi delle descrizioni di alcune parti della città sarebbero state un supporto di grande rilievo. Invece, la loro mancanza rischia di dare al lettore l'impressione di trovarsi in una grande"città" qualsiasi.
Un altro elemento marginale, ma di particolare rilievo è un elogio della musica, la professione di Eugenio, pensata come un dono di momenti di gioia a chi è triste direttamente da Dio, senza distinzioni di sesso, religione o aspetto. La musica è pensata come l'elemento di unione del genere umano, ed questa visione è profondamente toccante.


lunedì 13 aprile 2020

I pensieri di un uccello in una gabbia d’oro


Tutto questo, l’epidemia, il sovraccarico degli ospedali, la quarantena, è successo proprio quando avevo appena trovato lavoro e preso la patente. Per via della quarantena i miei capi del lavoro mi hanno rimandato a casa, e non posso più nemmeno andare in città. Poco male, anche se potessi non cambierebbe nulla, perché è tutto chiuso. Possiamo uscire solo per la spesa.
Fatto sta che noi, io e la mia famiglia, vivendo fuori città in una villetta abbiamo anche un piccolo giardino, perciò tutte le volte che vogliamo prendere una boccata d’aria. Abbiamo degli alberi di cui occuparci, e la casa è abbastanza grande che dobbiamo pulirla per parti ogni giorno.
Questo isolamento forzato comunque mi dà parecchio da pensare, tipo a cosa faremo tutti una volta superata l’emergenza. Certo non potremmo tornare alla normalità, non dopo tutte le correlazioni tra il virus e l’inquinamento.
Ho in mente un sacco di cose che si potrebbero fare una volta finita l’emergenza. Per prima cosa le persone dovrebbero andare lavoro in bici - se non devono portare la spesa o accompagnare i bambini a scuola - poi autorizzerei la circolazione di mezzi pubblici solo se sono elettrici. Se è stato così facile fare leggi sulle restrizioni in così poco tempo, fare una legge sui mezzi di trasporto dovrebbe esserlo ancora di più.
Certi tipi di auto li terrei solo per i viaggi molto lunghi, tipo per andare da un lato all'altro del paese.
Altra cosa molto importante, voglio che i pesticidi spariscano! È di fondamentale importanza per gli insetti impollinatori e per la riduzione dell’inquinamento. Tutte le multinazionali si ostinano a usare quelle schifezze produrre di più, vendere e guadagnare di più.
Ma la sanno la novità? Guadagnerebbero ugualmente anche senza pesticidi.
Il loro problema è uno solo: vogliono la strada più breve. Purtroppo la strada più breve è spesso quella sbagliata, ma nessuno lo vuole capire. Dovrebbero domandarsi una cosa: dove spenderanno tutti i loro soldi se per accumularli hanno distrutto tutto? E io sono sicura che la mia è una domanda molto intelligente.
Nessuno a casa mia finora si è ammalato, e la nostra vita scorre con calma. Mentre svolgiamo le faccende domestiche ascoltiamo musica, nel tempo libero invece facciamo degli esercizi, vediamo film o facciamo giri di telefonate.
La Pasqua è stata tranquilla, almeno io ho avuto delle persona con cui festeggiarla perché non vivo da sola.
È stato il pranzo la parte migliore, come sempre, con lasagne, Casatiello (specialità napoletana), patate al forno, macedonia e – voglio precisare che non volevo – l’agnello. Al posto dell’agnello in sé per sé avrei voluto una cosa simbolica, tipo un agnello di marzapane.
Tuttavia non ho potuto fare a meno di ricordare che siamo ancora in quarantena. Certo la mia casa è comoda, ho la connessione internet, un giardino da godermi, provviste abbondanti, la musica quando voglio….ciò non toglie, però, che sono pur sempre rinchiusa.
Le gabbie d’oro, per comode che siano, restano sempre delle gabbie.
Ho letto i nostri giornali e buona parte dice che ci troviamo a un bivio. E io da parte mia ho già scelto quale strada prendere.
Se è vero che ognuno nel suo piccolo fa quello che può come diceva mia madre, per cominciare voglio smettere di crogiolarmi nell'inerzia. Se ci pensate è così che siamo finiti per colpa di tutte le comodità che abbiamo.








venerdì 20 marzo 2020



Che si impari a leggere
prima di trovare una penna
Che si trovi una storia
prima di pensare all’effetto.

L'angolo delle citazioni

Una leccapiedi che striscia davanti ai potenti fa schifo come un topo di fogna. ma una leccapiedi che usa il suo piccolo potere per far strisciare quelli più deboli di lei è una iena, una carogna, un essere abominevole...
(Ascolta il mio cuore, Bianca Pitzorno)

La natura è più forte dello spirito di distruzione. Sei ciliegi fiorivano tra le rovine: questo miracolo dava, a chiunque lo vedesse, nuovo coraggio di vivere.
(Il gran sole di Hiroshima, Karl Bruckner)

Ed è così che finisce la storia.
Di come Blu ha spezzato il cuore di suo padre. Ma i cuori non sono fatti di vetro,se si rompono poi si possono aggiustare, e diventano più forti di prima.
(Voi, Davide Morosinotto)

Chi guadagna con la guerra è un farabutto, chi non guadagna facendo il cacciatore di taglie è un imbecille.
(Porco Rosso, Hayao Miyazaki)

sabato 7 marzo 2020

Intervista a Vincenzo Muscarella, autore di Damiana

Cosa le ha dato l'idea per questo libro?

L'idea per questo libro nasce da un moto del cuore. Nel senso che mi sono chiesto cosa potessi fare io contro la violenza sulle donne. E poiché avevo iniziato a scrivere così per diletto o voluto scrivere questa storia di Damiana, madre a cui violentano i sentimenti più profondi, e dare un messaggio prevalentemente ai maschi, perché la questione della violenza sulle donne si risolverebbe meglio rivolgendo un messaggio forte agli uomini.

Ha dovuto studiare per scriverlo o era già informato? 

No, ero già informato, perché, come mia storia personale, sono sempre stato sensibile a questi problemi, e comunque il sociale mi ha sempre interessato. Ho anche fatto attività politica, per cui quest problema per me è importantissimo.

Lei è mai stato spettatore, anche se indiretto, di eventi dello stesso tipo.

No, la storia è immaginata e semplicemente creata. Anche se i personaggi li ho visti, annusati, e odorati, per cui quegli atteggiamenti che sono descritti nel romanzo sono tutti atteggiamenti che ho visto e prevalentemente anche detestato.

Di tutti i suoi personaggi, quel'è stato il più difficile da costruire?

Il più difficile e complesso è stato quello di Pinuzzu, il marito di Damiana, perché lui, per asservirsi al potere mafioso, abdica al suo ruolo di padre, anzi colpevolizza sua moglie e sua figlia.

Ce n'è uno fra i suoi personaggi di cui è orgoglioso in particolar modo?

Tra tutti i personaggi, quello che mi ha dato effettivamente un sentimento forte è stato quello di Nirìa, il giovane Nirìa che ha il potere di ribellarsi al potere mafioso, e lo fa in una maniera eclatante, in piazza, davanti a tutti i suoi paesani. il coraggio necessario per combattere la mafia.

Perché ha scelto di scrivere i dialoghi in dialetto?

Perché i miei personaggi, per come li ho immaginati, dovevano essere più reali possibile. L'uso del dialetto secondo me dà più possibilità di comprendere il personaggio.

Tra i suoi personaggi ce n'è uno per cui ha preso spunto da se stesso?

No, questa è una domanda a cui non saprei rispondere, perché quando l'ho scritto era come se avessi impersonato tutti i personaggi. Io li ho vissuti, e tutte le scene le ho vissute.


Rosso e blu,
caldo e freddo,
ardente e tranquillo,
due colori opposti
che a tutti donano

La mia musica segreta (Jane Hawking)

La mia musica segreta è un romanzo di genere storico-drammatico scritto da Jane Wilde Hawking, ambientato in Inghilterra fra il secondo do...